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PMI-NIC Pecha Kucha Event

Thursday June the 28th, the PMI-NIC organized an event in the pecha kucha format, where six talks have been presented, one was mine. The format requires the speaker to present no more and no less than twenty slides, which are temporized: 20 seconds each.

A challenge because you must explain the message in a concise way, getting rid of any superfluous message (entropy) and going straight to the heart of what you want to communicate for each slide.

Here below a short description of such a format of presenting.

PechaKucha Night was devised in Tokyo in February 2003 as an event for young designers to meet, network, and show their work in public. It has turned into a massive celebration, with events happening in hundreds of cities around the world, inspiring creatives worldwide. Drawing its name from the Japanese term for the sound of “chit chat”, it rests on a presentation format that is based on a simple idea: 20 images x 20 seconds. It’s a format that makes presentations concise, and keeps things moving at a rapid pace.

 

Before we started the presentations, we had an interesting agile game called ‘The Marshmallow Challenge’ an intersting and fun game about evolutionary design that invite the team to collaboration, innovation and creativity.

 

It was really cool!

 

Then it was the time of the talks. Mine was about one of my favourite topics: talent!

The title is Talent, passion and excellence in agile teams and it is downloadable from the PMI-NIC website.

It’s 13Mb so be patient :)

 

 

Newspaper article about Manifesta and my talk

A local newspaper (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=20949) published an article about the Manifesta festival.

Inside is also reported an abstract of my talk “Creativity, Talent and Agility”

 

 

Il project manager creativo

Martedì scorso ho partecipato ad un seminario sull‘intelligenza creativita.
Ero particolarmente interessato in quanto non mi sono mai ritenuto una persona particolarmente creativa e mi piaceva l’idea di mettermi alla prova in quel campo.

Solitamente quando pensiamo ad un “creativo” ci viene subito in mente una persona con strani capelli colorati, tenuti in piedi da spessi strati di gel e che ami vestire in modo appunto creativo, con strani accostamenti cromatici, o pantaloni strappati nei punti più impensabili.
Poi lo vediamo all’opera, magari nella creazione di strane pubblicità o alle prese con immagini e composizioni grafiche rocambolesche e, ahimé, è proprio lì che il nostro senso di inferiorità esplode in tutta la sua potenza e l’unica nostra consolazione è rinchiuderci in frasi del tipo: “Beh, ma un project manager non è necessario sia un creativo!”.

Niente di più sbagliato: un project manager deve essere creativo!
Partiamo da alcune definizioni che ci suggerisce Irene Bursese, docente del corso.

  • Creare, è realizzare qualcosa di nuovo ed utile, partendo da elementi pre-esistenti.
  • Creatività è l’attitudine a fare del nuovo-utile.

 Prendiamo poi in prestito la definizione di progetto dal PMBOK: il progetto è uno sforzo temporaneo che utilizza risorse, intrapreso allo scopo di creare un prodotto, servizio o risultato unici.

Di conseguenza, la creazione di un risultato nuovo e utile, attraverso elementi già esistenti come le risorse, porta noi project manager a far parte della categoria dei creativi!

Questo è ancor più vero se pensate alle differenti tecniche di creatività come il brainstorming e il lateral thinking  che lo stesso PMBOK cita quando parla dello scope definition, quality planning, risk identifying; tecniche che permettono di lasciare libertà alle idee per la ricerca di soluzioni, alternative, migliorie.

Creatività che poi deve essere, per forza di cose, incanalata e concretizzata.
Allo scopo, per esempio, ci vengono in aiuto le famigerate mappe mentali  che permettono di organizzarle e categorizzarle in nodi, rami, e foglie e che spesso sono il punto di partenza per la creazione di WBS di prodotto o progetto e dei conseguenti reticoli delle attività.

Tutto questo mi porta a pensare che creatività e organizzazione, fantasia e concretezza, genialità e metodo siano, tutto sommato, facce della stessa medaglia: l’una non esisterebbe senza l’altra.

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