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La mia preparazione “PMP”

In un precedente post ho riportato le indicazioni base per affrontare la preparazione alla certificazione PMP del Project Mangement Institute.

In questo post, invece, voglio raccontare il mio viaggio verso quella meta, nella speranza che possa fornire qualche indicazione utile per le persone che stanno per cominciare o che si trovano a metà del guado.

Target Achievement

Lessi della certificazione PMP sul numero di dicembre 2006 di Computer Programming. Mi informai subito dopo e i primi giorni di gennaio 2007 ero già iscritto ad un corso di preparazione alla certificazione.

Il corso durò da Febbraio a Giugno.
Le lezioni erano fissate a distanza di 2/3 settimane l’una dall’altra: nella lezione, di otto ore, venivano coperti diversi capitoli del PMBOK, con l’ausilio di materiale didattico proprio della società; nelle successive due settimane studiavamo e facevamo un test propedeutico alla lezione successiva.
A Giugno finimmo le lezioni con una simulazione del test di certificazione in cui, per un paio di punti percentuali, non superai l’asticella.

I mesi successivi furono estremamente impegnativi per via di improvvise accelerazioni sul lavoro.
Trovare spazio per lo studio era arduo: riuscivo ad applicarmi solo alla sera dopo cena e alcune ore nel week-end, il tutto quindi andava molto a rilento.

Tra settembre e ottobre, però, riuscii a investire molto più tempo nello studio e a novembre (il 22 lo ricordo ancora…capirete perché) ero davanti al mio computer, per eseguire la procedura di prenotazione dell’esame.
Ricordavo che, dopo aver scelto la sede prometric dove mi sarei recato per l’esame, avrei dovuto pagare e poi avrei potuto terminare la procedura di iscrizione.
Sapevo anche che dopo il pagamento ci sarebbe stata la famosa possibilità di essere estratto per l’ispezione ma, che volete, era solo una probabilità del 15%!

Fui estratto.

Il giorno successivo, dopo averci dormito sopra, lessi con attenzione la procedura di ispezione.
Avrei dovuto preparare tutta la documentazione che accertava sia il percorso formativo, sia quello professionale.

Per il primo era necessario fotocopiare i diplomi scolastici e quelli relativi all’istruzione sul project management.
Per il secondo la cosa si faceva un pò più complessa; avrei dovuto preparare una lettera per ogni progetto dichiarato riportante i dettagli del progetto stesso e il mio coinvolgimento; infine far firmare il tutto ai referenti (clienti) dichiarati nei singoli progetti.

I progetti che avevo portato come testimonianza per le famose 7500 di progettazione erano ben diciasette, avrei dovuto preparare diciasette lettere e chiedere testimonianza di veridicità con relativa firma a dodici clienti (alcuni progetti erano per lo stesso committente).

Fortunatamente quando preparai la mia iniziale lettera di candidatura, avvertii tutti i miei referenti di progetto che li avrei citati e a quale scopo; questo mi permise poi di chiedere loro di fornirmi il supporto necessario per procedere all’ispezione.

Dicembre fu impegnato alla creazione della documentazione e intorno al 10 di gennaio 2008, riuscii a preparare il plico e a spedirlo alla sede europea del PMI.

Passarono all’incirca 2/3 settimana e arrivò comunicazione che l’ispezione era terminata con esito positivo e potevo finalmente schedulare la data del mio esame.
Nel frattempo però da metà novembre a metà febbraio non avevo toccato libro e si aggiunsero anche diversi “doveri” lavorativi che non permisero di riprendere in mano la pratica certificazione PMP sino al settembre successivo.
A metà settembre fissai la data per il 25 Novembre e ricominciai a studiare.

Il 25 mi presentai presso il centro prometric e nonostante alcuni problemi con la lingua aggiuntiva (mi era stato attivato i russo!) riusci nell’impresa e superai l’esame.

Infine per darvi qualche dettaglio anche sullo studio effettuato, ecco le pubblicazioni e tra parentesi il numero di ripassi:

  • Le dimensioni del project management – Damiani (una volta)
  • PMBOK – PMI (3 volte)
  • Project Management: A Systems Approach to Planning, Scheduling, and Controlling – Harold Kerzner (2 volte)
  • Project Standard for Project Configuration Management – PMI (una volta)
  • Practice Standard for Scheduling – PMI (una volta)
  • Practice Standard for Work Breakdown Structures – PMI (una volta)
  • Monografie sul critical chain method, critical path method, risoluzione dei confliti (una volta)

Forse troppo, lo so; conosco persone che hanno studiato un paio di volte il PMBOK e hanno dato con successo l’esame, ma io son fatto cosi: le cose le devo fare mie.
L’unico consiglio che mi sento di dare riguarda il kerzner: è un gran libro, leggetelo; riesce a svelare l’aspetto pratico di ogni lato del project management, cosa che il PMBOK, essendo solo una raccolta di linee guida, non fa.

Il viaggio verso la certificazione PMP

Un amico in cui mi chiede informazioni riguardo alla certificazione PMP (Project management Insitute). Ne parlo in questo spazio perché, sebbene non eccessivamente complesso, è piuttosto articolato e riassumerne qui i passi potrebbe essere d’aiuto in generale a tutte le persone interessate alla certificazione.

Innanzitutto è bene partire dal sito del PMI e più in dettaglio dal PMPHandBook che spiega dettagliatamente tutti i passi per l’ottenimento e mantenimento della certificazione: è la bibbia della certificazione PMP.

Pre-requisiti

Esistono alcuni pre-requisiti necessari che permettono alla persona di presentare domanda di candidatura.
Tali requisiti sono:

  • background scolastico
  • ore di formazione specifiche sul project management 
  • esperienza effettiva di conduzione di progetti in almeno uno dei cinque gruppi di processo  (**)

Esistono due differenti categorie di requisiti che vengono pilotate dal background scolastico: diploma di scuola superiore o laurea. Nell’ambito di ognuna devono essere totalizzate un certo numero di esperienza diretta e di ore di formazione.
Le ore di esperienza devono essere maturate negli ultimi otto anni prima della presentazione della richiesta di candidatura.

Esperienza maturata

Chi è in possesso di un diploma di scuola superiore deve dimostrare di aver totalizzato almeno 5 anni/60 mesi, non sovrapposti, di esperienza nel project management, durante i quali almeno 7.500 ore sono state spese nella direzione/conduzione di attività di progetto.

Chi è in possesso di una laurea deve dimostrare di aver totalizzato almeno 3 anni/36 mesi, non sovrapposti, di esperienza nel project management, durante i quali almeno 4.500 ore sono state spese nella direzione/conduzione di attività di progetto.

Formazione

Per entrambe le categorie sopra sono necessarie 35 contact hours.
Una contact hour è equivalente ad un’ora di training o istruzione ricevuta nei modi e presso le strutture che potete trovare qui (*) o nell’Handbook sopraccitato (pag. 8).

L’esame

L’esame si può sostenere presso uno dei prometric center autorizzati e può essere svolto tramite l’utilizzo di un pc o in forma scritta.
L’esame si articola in 200 domande, 175 saranno valutate  e altre 25 no perché introdotte solo a scopo di survey (ma ovviamente non sappiamo quale esse siano e quindi dobbiamo rispondere esattamente a più domande possibile).
La risposta è selezionabile tra quattro possibili.
Il tempo a disposizione è di 4 ore e la percentuale di domande esatte per passare l’esame si articola intorno al 65/70%.
E’ interamente in inglese, ma è possibile richiedere una seconda lingua.
Il costo dell’esame si aggira tra i 350 e i 450 euro a seconda che si è già membri o meno del PMI.

Lettera di candidatura

Bene, questo è il momento più noioso: dobbiamo andare indietro di 8 anni, verificare le ns esperienze, tracciarne le ore di lavoro, verificare che non vi siano sovrapposizioni, in tal caso si possono solo riportare le ore di un singolo progetto, verificare che appartengano alemno ad uno dei cinque gruppi di processo PMI (**).
Ah, non dimentichiamo di riportare i dati relativi al conseguimento di diploma o laurea e all’ottenimento delle famose 35 di contact hours.

Studio

Giunti qui dovreste aver già svolto il corso di preparazione che non è obbligatorio ma, dal mio punto di vista è consigliato.
Consigliato perché solo persone che insegnano e trattano giornalmente questi temi sanno darti indicazioni, suggerimenti, punti di vista, chiavi di lettura che da solo difficilmente riusciresti a fare tuoi.

Da dove parto?

Ovviamente dal PMBOK!
E’ la pubblicazione principe del PMI; è arrivata alla quarta edizione ed è il riferimento su cui si basa l’intero esame.

Attenzione però: pensare di studiare soltanto il PMBOK e sostenere l’esame, potrebbe essere un errore.
L’esame infatti tiene conto del fatto che se tu sei arrivato a poterlo dare, vuole dire che hai dalle 4500 alle 7500 ore di esperienza e questa spazia in tutti i campi del project management; scopo, tempi, costi, qualità, risorse umane, comunicazione, rischi, approvigionamento.
E’ per questo che è consigliata la lettura di altri testi inerenti il project management (vi dice niente il Kerzner?).

Ispezione

Finisco con la ciliegina sulla torta: nel momento in cui avrete terminato il vostro percorso di studio e siete pronti per dare l’esame, all’atto dell’iscrizione, e solo dopo aver pagato, potreste essere estratti per un’ispezione.
La percentuale di probabilità che questo possa capitarvi (indovinate un pò a chi è capitato?) non è chiara alcuni dicono il 10 altri il 15 e altri ancora il 20%.
Se vi dovesse capitare, dovrete dimostrare spedendo tutti i documenti del caso, che quanto dichiarato in termini di background scolastico, formazione e esperienza maturata corrispondano al vero.

Conclusioni

Non vi scoraggiate, assolutamente non fatelo.
I vincoli e le restrizioni imposte, se ci pensate bene, vi tutelano: il valore di questa certificazione è dato anche da queste caratteristiche; il cliente che vi saprà certificato saprà implicitamente della vostra esperienza pregressa e della vostra professionalita.
Lo studio inoltre vi aprirà porte e conoscenze impensate: il valore della mia certificazione non sta nella spilletta con scritto sopra PMP, ma nell’esperienza che ho maturato durante lo studio.

Ovviamente è un viaggio, che può durare diversi mesi e come ogni viaggio c’è da imparare, studiare, lavorare ma alla fine ne sarà valsa la pena.

 


I marchi PMI, PMP, PMBOK sono marchi registrati e appartenenti al Project Management Institute

(*)
A. PMI Registered Education Providers (R.E.P.s)
B. PMI Component organizations
C. Employer/company-sponsored programs
D. Training companies or consultants
E. Distance-learning companies, including an end-of-course assessment
F. University/college academic and continuing education programs

(**)
Initiation
Planning
Executing
Monitoring and Controlling
Closing

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