Certified ScrumMaster Training: Done!
Sono sopravvissuto
Ieri è terminato il training inerente alla certificazione ScrumMaster.
E’ stato tanto complesso e faticoso quanto interessante e coinvolgente.
Innanzitutto l’intensità e la durata del corso: diciotto ore in totale nelle due giornate. Pause, diciamo così, ridotte al minimo per evitare dispersioni e cadute di concentrazione; in aula sempre disponibili caramelle, snack vari e ampia disponibilità di caffé e bevande, evitando di doversi allontanare per cercare “ristoro”.
La lingua: data la sede (Scozia) interamente in inglese. Ero l’unico non madre-lingua o che comunque non usava l’inglese giornalmente. Questo ha ovviamente giocato a mio svantaggio ed è stato di fatto un impedimento (termine caro a uno ScrumMaster).
Cervello in perenne stato di saturazione nel tentativo di gestire l’ingente mole di dati in input, i processi di traduzione, decodifica e di interpretazione e per finire con la memorizzazione di quanto appreso ed elaborato.
In certi momenti devo aver fatto un pò la figura del tonto, in quanto la mia reattività non era certo da guinness dei primati!
E’ stato però estremamente avvincente confrontarsi con persone così differenti in termini culturali, ma ancora di più ritrovare sé stesso in quel contesto, così diverso da quello usuale ed essere obbligati a cavarsela.
Lo svolgimento: SCRUM è una modalità agile, concreta e coinvolgente di condurre progetti.
Simon (il trainer) ha gestito il corso allo stesso modo. Le giornate pensate come fossero degli sprint, in cui gli argomenti da trattare erano riportati nella SCRUM Tasks Board e, all’inizio delle quali, abbiamo condotto gli SCRUM daily meeting (rigorosamente in piedi e entro i famosi quindici minuti) e a fine corso una specie di review meting per verificare quanto appreso.
E infine, cosa dal mio punta di vista a maggior valore aggiunto dell’intero corso, una serie di esercizi pratici in cui noi (il team) eravamo direttamente e “fisicamente” coinvolti nello svolgimento. Esempi dai quali ho tratto i più importanti spunti e insegnamenti.
La sfida: cosa c’è di più sfidante nel sostenere ritmi molto serrati, comunicando in una lingua diversa dalla tua, trovandoti coinvolto in team con persone che non conosci?
Infine, per dare ancora più senso alla sfida, uno stravolgente cambio di mentalità nel gestire i progetti! Questa di certo è la sfida nella sfida!
La creatività: SCRUM è un framework che indica regole piuttosto chiare a cui attenersi per gestire progetti in modo agile. Sebbene possa sembrare un contesto piuttosto rigido in cui muoversi, il team al fine di meglio collaborare, crescere e auto organizzarsi, deve essere molto aperto ai cambiamenti, agli adattamenti, essere molto curioso e coraggioso nello sperimentare: in una parola parola deve fare largo uso della creatività. Così anche noi durante il corso siamo stati chiamati a disegnare, trovare soluzioni innovative, avere a che fare con post-it di vario colore e forma per tracciare e gestire i task, valutare, trovare accordi.
Una nota a margine.
Ero uno dei partecipanti più “anziani”: sono io che mi sono mosso in ritardo, oppure in generale, in Italia siamo parecchio indietro rispetto a questi argomenti?
L’aereo mi aspetta, ho diverse ore per pensarci! Be good








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