PMI Emea Global Congress – 2nd day
Anche ieri è stata una giornata completamente dedicata al congresso EMEA del PMI.
Nella giornata di ieri, ho seguito diverse presentazioni: una sulla negoziazione, una sul ruolo in sostanziale cambiamento del project manager, una sui diversi ruoli e responsabilità che ruotano attorno al programme management, quella che più mi ha colpito però, è stata quella dal titolo “Seven attributes of leadership for project managers“.
La sessione è stata condotta da Michel Operto, PMP senior project manager con esperienza decennale in aziende multinazionali nel campo IT e delle telecomunicazioni, nonché presidente del chapter PMI della Francia del sud.
Michel ha condotto la sessione, spogliandola di qualsiasi connotazione ufficiale o cerimoniosa, muovendosi tra il pubblico e coinvolgendolo sin dall’inizio; questo ha permesso, dal mio punto di vista, un mantenimento duraturo dell’attenzione da parte di buona parte della platea.
I lavori si sono aperti con una spiegazione dettagliata del valore della leadership e di quanto sia indispensabile per un progetto, avere a disposizione un leader forte, presente, caratterizzato da uno stile dinamico e sicuro.
Senza indugi ci ha subito elencato quali sono, secondo la sua esperienza, i sette attributi di una buona leadership:
- Avere e comunicare una chiara visione
- Mantenere un buon bilanciamento
- Imparare ad avere fiducia del proprio istinto
- Usare l’entusiasmo come driver per ispirare il team
- Farsi portatori di rispetto
- Avere coraggio nel perseverare di fronte alle avversità
- Capire quando cambiare e addattarsi rapidamente
Sotto ve li espongo, cosi come da lui approfonditi, ma rivisitati anche attraverso le lenti della mia personale esperienza.
Avere e comunicare una chiara visione
Lo sappiamo, lo abbiamo letto dappertutto, un vero leader guarda al futuro, alle opportunità, alle occasioni, alle soluzioni, in parole semplici identifica le mete da perseguire.
Il suo ruolo però non finisce lì: ingaggia gli altri membri del team, trova le giuste leve motivazionali, crea condivisione e organizza la squadra con la quale condividerà il viaggio per il raggiungimento della meta.
Per questo è necessario essere visionari e al tempo stesso buoni comunicatori: parlare agli altri della propria visione.
Mantenere un buon bilanciamento
Un project manager può essere certo equiparato ad un ”equilibrista“, viene infatti sin dai primi momenti, chiamato ad allineare e bilanciare le aspettative degli stakeholder.
Ma il bilanciamento avviene in diverse aree:
- ostinata e ferrea disciplina e grossa capacità di ascolto
- realtà e desiderio
- sicurezza e accettazione del rischio
- necessità di dettaglio e capacità di astrazione verso una visione globale
- perseveranza e flessibilità
Imparare ad avere fiducia del proprio istinto
Prima o poi su un progetto comincia a piovere, spesso forte.
Si intravedono le prime nuvole quando comincia ad essere difficile tenere uniti tra loro i troppi interessi degli stakeholders coinvolti, oppure quando per tirare le fila di una situazione ingarbugliata abbiamo pochi dati o troppi dati.
Spesso i problemi iniziano quando ci sono troppo opzioni di scelta o più semplicemente perché si tratta di un progetto ad alta innovazione o che fa uso di tecnologia nuova.
In questi casi è necessario essere un ottimo decision maker, esser capaci di prendere decisioni veloci, può fare la differenza.
Affidarsi al proprio istinto senza troppe valutazioni o esercizi mentali, può fare la differenza.
Usare l’entusiasmo come driver per ispirare il team
Il leader è il primo sponsor del progetto.
Il suo entusiasmo, il suo credere nel progetto deve essere palesato, sotto gli occhi di tutti. L’entusiasmo contagia.
In quest’ottica è necessario saper creare un forte senso di appartenenza attorno al progetto attraverso azioni di team building, essere se stessi senza finzioni o forzature, condurre il team con la forza dell’esempio.
Farsi portatori di rispetto
Buone doti di leadership non possono prescindere dal rispetto per l’altro.
Fondamentale è imparare ad ascoltare l’altro, non importa sia esso lo sponsor, un team member, uno stakeholder negativo; porsi al loro servizio: dopottutto sei tu il pm del progetto, chi altri dovrebbe farlo?
Essere onesto ed equo e esercitarsi a mettersi nelle scarpe degli altri, per condividerne le motivazioni, i pensieri, le istanze.
Avere coraggio nel perseverare di fronte alle avversità
Su questo punto si sfiora la dimensione della “santità”, sembra quasi che l’aureola si sia decisa finalmente a spuntare.
Devo ammettere che di fronte al perseverare delle avversità ogni tanto si avrebbe voglia di fare le valigia e prendersi quelle famose ferie di un mese di cui si parlava da tempo.
Coraggio, perseveranza e avversità sono un trittico non sempre facile da coniugare, ma anche su questo, Michel, ha la sua ricetta.
Innanzitutto dobbiamo essere coscienti che non sempre è possibile accontentare tutti e che dobbiamo assolutamente imparare a dire di NO!
E comunque se di avversità si tratta, nulla o poco è nelle nostre mani e dobbiamo comunque essere positivi e costruttivi, tenere alto il proprio morale e quello della truppa.
Ricordate: nessuno, al di fuori di voi stessi, potrà aiutarvi!
Capire quando cambiare e addattarsi rapidamente
Infine, annusate il cambiamento nell’aria.
Ascoltate, imparate, guardatevi intorno e quando percepite i segnali di cambiamento, anche quelli più deboli, quello allora è il momento di adattarsi velocemente.



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